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Sabato, 13 Maggio 2017 09:05

UNA SERATA TRA PASSATO E FUTURO

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E’ stata una serata di confronti, assunzioni di responsabilità, analisi e bilanci quella voluta dalla società nella serata di venerdì 12 maggio. La recente delusione per la retrocessione dall’Eccellenza dopo ben 17 anni, chiaramente, era palpabile, ma tra frasi retoriche, atti dovuti e comportamenti circostanziali qualcosa, alla fine, è emerso. C’erano praticamente tutti i protagonisti della sfortunata stagione, dal presidente Lomuscio, al suo vice Citran e tutti i diriegenti dell’area della prima squadra. Mancavano l’allenatore Sante Bernardo ed il giovane Stefano Fabris, ampiamente giustificati da un virus influenzale che li ha costretti a rimanere a casa.

A prendere la parola per primo, naturalmente, è stato il presidente Claudio Lomuscio, che ha tracciato il profilo della stagione, partendo dalla prima parte e ringraziando Gianluca Mascia per il lavoro svolto. Il presidente ha messo in evidenza le difficoltà del rapporto tra il tecnico tarvisiano ed una parte dello spogliatoio, difficoltà acuite da infortuni ed episodi sfortunati che di fatto hanno messo subito in salita la strada verso l’obiettivo salvezza tranquilla, una salvezza che poi, a conti fatti, è stata mancata per un punto. Ci son stati poi i ringraziamenti a Sante Bernardo, che di sicuro non ha avuto la fortuna che avrebbero meritato il suo impegno, lo spirito di sacrificio, la passione e la professionalità Il massimo dirigente ha concluso quindi il suo intervento dichiarandosi il primo responsabile di quanto successo, ma ha voluto sottolineare le difficoltà nella gestione di una società che può annoverare comunque oltre 200 tesserati ed ha dovuto fari i conti anche con vicende extracalcistiche. L’obiettivo dichiarato è quello di tornare immediatamente in Eccellenza e per farlo Lomuscio vorrebbe ripartire proprio dagli stessi giocatori ai quali è stata proposta la conferma.

E’ stata poi la volta dei giocatori a prendere la parola: anche Scarsini e compagni hanno concentrato i loro interventi sulle corresponsabilità di giocatori, dirigenti e tecnici. Di particolare rilevanza e soprattutto degni di una profonda analisi sono parsi gli interventi del preparatore Masieri, di Paolucci e Gregorutti che hanno sottolineato il fatto che in un prossimo futuro non ci siano margini per poter continuare il rapporto tra una parte del gruppo dirigenziale e buona parte dei giocatori. Particolarmente circostanziato e ben indirizzato è stato, in questo senso, l’intervento del preparatore dei portieri Luca Morocutti.

A chiudere gli interventi sono stati Domenico Moro e Santi Restifo. Moro è parso davvero deluso, non solo per l’esito finale della stagione, ma anche per l’assoluta cattiveria di alcune critiche nei suoi confronti. Critiche, ha precisato, che avrebbe accettato, cercando di trarne consigli utili al suo operato, se fossero state costruttive. “Sbaglia chi fa, chi prova a fare – ha detto Moro – e purtroppo in Carnia (ed essendo carnico la cosa non può che farmi dispiacere) sono molti, troppi, quelli che non fanno ma sono sempre pronti a scagliarsi contro chi cerca bene o male di fare il proprio lavoro”. Da Santi Restifo, infine, la solita spremuta di buon senso e ponderatezza nel rimarcare l’efficienza di un gruppo che ha cercato di lavorare sempre e solo nell’interesse della società e dei tesserati.

Dopo la cena offerta dalla società (cena tra l’altro davvero … d’ eccellenza) il presidente si è lasciato scappare qualche confidenza. “Non so – ha voluto precisare a chi sta scrivendo – se tutti hanno capito il senso del mio discorso. Secondo me non si deve buttare via il lavoro fatto in tutti questi anni, la gente che sta dando una mano e tutti quelli che in un modo o nell’altro sono vicini alla società. So che c’è un gruppo che vorrebbe dare una mano, portare il proprio contributo in termini di idee, iniziative e qualche novità. Va bene, si faccia avanti: mi farebbe veramente piacere confrontarmi con queste persone. Posso garantire che chi si presenta con l’intenzione di fare il bene della società troverà sempre in me un interlocutore interessato e disposto ad accogliere ogni tipo di proposta”.

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