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Massimo Di Centa

Massimo Di Centa

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E’ stata una serata di confronti, assunzioni di responsabilità, analisi e bilanci quella voluta dalla società nella serata di venerdì 12 maggio. La recente delusione per la retrocessione dall’Eccellenza dopo ben 17 anni, chiaramente, era palpabile, ma tra frasi retoriche, atti dovuti e comportamenti circostanziali qualcosa, alla fine, è emerso. C’erano praticamente tutti i protagonisti della sfortunata stagione, dal presidente Lomuscio, al suo vice Citran e tutti i diriegenti dell’area della prima squadra. Mancavano l’allenatore Sante Bernardo ed il giovane Stefano Fabris, ampiamente giustificati da un virus influenzale che li ha costretti a rimanere a casa.

A prendere la parola per primo, naturalmente, è stato il presidente Claudio Lomuscio, che ha tracciato il profilo della stagione, partendo dalla prima parte e ringraziando Gianluca Mascia per il lavoro svolto. Il presidente ha messo in evidenza le difficoltà del rapporto tra il tecnico tarvisiano ed una parte dello spogliatoio, difficoltà acuite da infortuni ed episodi sfortunati che di fatto hanno messo subito in salita la strada verso l’obiettivo salvezza tranquilla, una salvezza che poi, a conti fatti, è stata mancata per un punto. Ci son stati poi i ringraziamenti a Sante Bernardo, che di sicuro non ha avuto la fortuna che avrebbero meritato il suo impegno, lo spirito di sacrificio, la passione e la professionalità Il massimo dirigente ha concluso quindi il suo intervento dichiarandosi il primo responsabile di quanto successo, ma ha voluto sottolineare le difficoltà nella gestione di una società che può annoverare comunque oltre 200 tesserati ed ha dovuto fari i conti anche con vicende extracalcistiche. L’obiettivo dichiarato è quello di tornare immediatamente in Eccellenza e per farlo Lomuscio vorrebbe ripartire proprio dagli stessi giocatori ai quali è stata proposta la conferma.

E’ stata poi la volta dei giocatori a prendere la parola: anche Scarsini e compagni hanno concentrato i loro interventi sulle corresponsabilità di giocatori, dirigenti e tecnici. Di particolare rilevanza e soprattutto degni di una profonda analisi sono parsi gli interventi del preparatore Masieri, di Paolucci e Gregorutti che hanno sottolineato il fatto che in un prossimo futuro non ci siano margini per poter continuare il rapporto tra una parte del gruppo dirigenziale e buona parte dei giocatori. Particolarmente circostanziato e ben indirizzato è stato, in questo senso, l’intervento del preparatore dei portieri Luca Morocutti.

A chiudere gli interventi sono stati Domenico Moro e Santi Restifo. Moro è parso davvero deluso, non solo per l’esito finale della stagione, ma anche per l’assoluta cattiveria di alcune critiche nei suoi confronti. Critiche, ha precisato, che avrebbe accettato, cercando di trarne consigli utili al suo operato, se fossero state costruttive. “Sbaglia chi fa, chi prova a fare – ha detto Moro – e purtroppo in Carnia (ed essendo carnico la cosa non può che farmi dispiacere) sono molti, troppi, quelli che non fanno ma sono sempre pronti a scagliarsi contro chi cerca bene o male di fare il proprio lavoro”. Da Santi Restifo, infine, la solita spremuta di buon senso e ponderatezza nel rimarcare l’efficienza di un gruppo che ha cercato di lavorare sempre e solo nell’interesse della società e dei tesserati.

Dopo la cena offerta dalla società (cena tra l’altro davvero … d’ eccellenza) il presidente si è lasciato scappare qualche confidenza. “Non so – ha voluto precisare a chi sta scrivendo – se tutti hanno capito il senso del mio discorso. Secondo me non si deve buttare via il lavoro fatto in tutti questi anni, la gente che sta dando una mano e tutti quelli che in un modo o nell’altro sono vicini alla società. So che c’è un gruppo che vorrebbe dare una mano, portare il proprio contributo in termini di idee, iniziative e qualche novità. Va bene, si faccia avanti: mi farebbe veramente piacere confrontarmi con queste persone. Posso garantire che chi si presenta con l’intenzione di fare il bene della società troverà sempre in me un interlocutore interessato e disposto ad accogliere ogni tipo di proposta”.

Il 7 maggio 2017 è una giornata triste per il calcio a Tolmezzo: dopo 17 anni si retrocede. E lo si fa nel peggiore dei modi, consegnandosi ad un avversario che ha meritato di vincere, perché ha giocato con la voglia, la freschezza atletica, la capacità di restare concentrato e con la feroce determinazione che ti dà il fatto, certe volte, di patire nettamente sfavorito. Noi, che venivamo da due vittorie consecutive e da prestazioni anche convincenti, ci siamo come sciolti, liquefatti, autoesclusi. L’Union Pasiano (che per ironia della sorte aveva le nostre maglie dello scorso anno) sembrava noi, mettendo in mostra proprio quella armi che in tutti questi anni ci avevano consentito di restare nell’elite del calcio regionale, a dispetto di un budget nettamente inferiore a molte altre protagoniste della categoria,ad un bacino d’utenza confinato a ridosso delle montagne dove sei costretto a fare con quello che hai, puntando forte sul senso di appartenenza e su quel carattere geneticamente forte che sembra avere la gente di quassù.

Ce la siamo giocata male insomma, dopo che per settimane avevamo inseguito (a salvezza diretta compromessa) un play out da disputare in casa, possibilmente con l’Union Pasiano che sembrava la squadra più abbordabile dopo un girone di ritorno in cui aveva sperperato tutto il bene fatto in quello di andata. Ecco, dovevamo invece tenere bene in mente quel girone d’andata, perché in quel girone i nostri avversari avevano fatto vedere che avevano un’anima. E proprio come oggi, all’andata vennero su e vinsero, e proprio come oggi su una palla inattiva (quella volta una punizione di Corazza, oggi due colpi su azione da angolo di Pase, uno che fino a sette anni fa sembrava destinato al ciclismo e che si è scoperto goleador proprio quassù in Carnia, patria dello Zoncolan …). Le palle inattive, insomma, sono state il nostro problema: le loro o forse … le nostre, nel senso che non le abbiamo mai usate ed invece in partite del genere serve più il carattere che il genio, la carica agonistica che la classe … Non so veramente cosa scrivere: onestamente mi ero preparato un altro articolo, ci credevo, insomma, volevo fare commenti di tutt’altro genere, pagelle come quelle di quelli bravi a scuola e invece niente, nonostante tanti anni che seguo il calcio davvero non riesco a spiegarmela una partita così. Eravamo giù fisicamente? Puntavamo allo 0 a 0? Dove, come e quando abbiamo sbagliato? Viene solo tanta rabbia a pensare che avevamo recuperato 12 punti proprio all’Union e 9 al Vesna e ora siamo qui a farci mille domande. I punti persi all’inizio? Quelli scialacquati in tanti disgraziati minuti finali? Quello 0 a 0 all’andata contro un’Itala San Marco dimessa e già pronta ad andare dritta dritta verso l’inevitabile retrocessione diretta? Inutile stare qui a parlare, a cercare di capire, a fare processi che andranno fatti, è certo, ma non adesso, perché ora la delusione è grande. Tutti hanno la ricetta giusta: è colpa di Mascia, è colpa della società, è colpa di Gregorutti che ha disputato la peggior stagione da quando è a Tolmezzo, è colpa di Nutta e delle incertezze delle prime giornate, è colpa dei fuoriquota non all’altezza, è colpa, è colpa, è colpa … No, signori, le vittorie e le sconfitte sono del gruppo, perché il calcio è un gioco di squadra. Tutte le persone che fanno parte del Tolmezzo, dai giocatori, ai tecnici ai dirigenti sanno benissimo dove, come e quando hanno sbagliato. Come hanno sbagliato quelle persone che in questi anni hanno sempre criticato senza però portare un’idea, una parola di incoraggiamento, un euro o anche qualcosa di sé. Ognuno è libero naturalmente di fare le proprie scelte, ma se non si partecipa, se non si conosce da vicino la realtà delle cose, se non ci spende è inutile e scorretto criticare o sparare sentenze. Stiamo solo parlando di calcio, sia ben chiaro, ma di critici senza costrutto sono pieni molti settori della vita quotidiana, anche quelli che riguardano cose ben più importanti di una squadra di calcio.

Va bene, basta così, non me la sento di addentrarmi in commenti tecnici o distilare pagelle che sarebbero impietose. Abbiamo perso, siamo in Promozione e sarà dura ritornare subito in Eccellenza. Ora però non buttiamo via tutto: il campo, durante la settimana, è pieno di bambini che si allenano. Ripartiamo da loro.

Sante Bernardo ha solo l’imbarazzo della scelta, nel senso che saranno tutti a disposizione del tecnico per l’ultima sfida della stagione, quella decisiva, quella senza prova d’appello (fischio d'inizio di Marangone di Udine alle ore 16). Arriviamo al play out con l’Union Pasiano col morale alto per le ultime due vittorie, ottenute anche grazie a prestazioni confortanti. La condizione fisica non ha mai fatto difetto e quindi l’approccio al match dovrà necessariamente essere positivo. Certo, questo tipo di partite ha anche risvolti psicologici davvero imperscrutabili, perché basta veramente un niente, anche il dettaglio più insignificante per cambiare il corso delle cose. A termini di regolamento ricordiamo che siamo salvi con una vittoria o un pareggio anche dopo i supplementari: il che vuol dire prudenza, ma non attendismo, rispetto ma non paura. Saranno loro, i nostri avversari, a dover “fare” la partita e questo naturalmente li obbligherà a non far calcoli. Ma sono discorsi puramente teorici, perché, come detto, basta pochissimo per mischiare le carte in tavola.

La società, vista la concomitanza col campionato carnico, aveva chiesto di poter giocare il sabato, in modo da avere qualche presenza in più sugli spalti, ma la società pordenonese non ha accettato, in considerazione del fatto che aveva alcuni giocatori professionalmente impegnati per quella giornata. La speranza, comunque, è quella di vedere molta gente sulle tribune del “Fratelli Ermano”, perché la squadra ha il bisogno di sentire il calore e l’affetto della terra che rappresenta. Come nel 2014, quando in occasione dello spareggio col Rivignano eravamo in tanti a soffrire: poi arrivò il gol di Iuri a togliere la tensione, quello di Gregorutti a darci certezze e quello del loro 1 – 2 a farci palpitare nel finale, prima di una festa bella e giusta. Giusta, perché mantenere l’Eccellenza significa stare in alto, significa dare un senso al settore giovanile con effetti a cascata su tutto il movimento e questo sarebbe ora che lo capissero tutti, superando luoghi comuni e campanilismo, elementi che non portano da nessuna parte. Non sarà, magari, una categoria piuttosto che un’altra a cambiare i destini della Carnia, ci mancherebbe. Ecco, auguriamoci che questa … Eccellenza diventi il simbolo della nostra terra. Retorica? Demagogia? No, un augurio per la nostra gente.

19 punti nel girone di andata, 8 in quello di ritorno: squadra strana l'Union Pasiano che dopo un inizio di stagione in cui ha espresso anche un calcio di primo livello è crollata vertiginosamente. Ad un certo punto, a Pasiano, hanno provato anche a dare la scossa sollevando dalla panchina Franco Martin per fare posto all'ex calciatore professionista Giorgio Papais, soluzione durata solo qualche domenica fino al ritorno del tecnico che ha condotto in Eccellenza i viola. Union Pasiano con il dubbio portiere: far giocare il giovane Moras (che nell'ultimo periodo non ha dato grandi certezze, anzi) permettendosi così un veterano in più nei giocatori di movimento oppure schierare a difesa dei pali Zanchetta con un giovane di movimento? Un dubbio che Franco Martin probabilmente scioglierà solo alla vigilia del play-out. 4-3-1-2 il modulo utilizzato domenica dall'Union Pasiano che ha schierato Zanchetta tra i pali, il giovane Perlin e Faloppa in qualità di esterni bassi a fare da scudo si due centrali Pase e Rosolen. Ma attenzione perché domenica Franco Martin ritroverà, dopo aver scontato la squalifica, il veterano Guernier che ritroverà il suo posto di centrale di difesa. Probabile, quindi, il sacrificato possa essere Faloppa con lo spostamento a sinistra di Rosolen. davanti alla difesa Carolo con al suo fianco la forza di Pezzutto e la classe di Corazza; un trio che difficilmente sarà riproposto domenica in Carnia visto il rientro certo tra i titolari di Ortolan, uno tra i migliori talenti pordenonesi tenuto precauzionalmente fuori domenica in quanto diffidato. Possibile un suo inserimento al posto di Carolo e conseguente arretramento di Pezzutto nel ruolo di play-maker. Ruolo del trequartista affidato a Montagner il quale dovrebbe agire alle spalle degli attaccanti Borda (tenuto anche lui a riposo domenica) e Corazza con quest'ultimo che potrebbe agire qualche metro più indietro andando ad allinearsi al trequartista.

Dopo la laurea di “grande difensore” conquistata sui campi di tutta la Regione in una ancora breve ma già brillante carriera calcistica, Luca Iuri, nella giornata di venerdì 28 aprile 2017 ha conseguito anche la laurea “vera” in “Scienze dei servizi giuridici pubblici e privati” con la votazione di 88/110, presso l’Università degli Studi di Udine, discutendo la tesi su “Il legittimo affidamento”.

Al “Duca”, diventato Dottore, le congratulazioni da parte di tutto il Tolmezzo calcio, con la speranza di poter festeggiare, a breve, tutti insieme un altro traguardo …

Complimenti, Dottore!

TRICESIMO – TOLMEZZO 1 – 2

GOL: pt 7’ Saturno, 31’ Micelli; st 22’ De Crescenzo.

TRICESIMO: Calligaro, Pretato 15’st Barbiero), Concino, Bertossio, Colavizza, Favero, De Agostini, Saturno (20’ st Del Piero), Balzano, Ostolidi, Guerra. A disposiz.: Muzzolon, Feltrin, Cudicio, Condolo, Castorina. All.: R. Bortolussi.

TOLMEZZO: Nutta, Federico, Rovere, Gabriele Faleschini (16’ st Cristofoli), Paolucci, Muffato, Cisotti, Micelli, Scarsini, De Crescenzo (45’ st Polettini), Gregorutti, Daniele Faleschini. A disposiz. Pelli, Michele Rovere, Gollino, Nassivera, Stefano Fabris. Al.: S. Bernardo.

ARBITRO: Balducci di Trieste (assistenti: Tortolo sez. Basso Friuli – De Marinis sez. Trieste).

NOTE: ammoniti Gabriele Faleschini, Bertossio, Gregorutti, Cisotti.

TRICESIMO. Il pareggio della Manzense a Carlino certifica la salvezza aritmetica della compagine arancione e quindi tutto il resto è … play out, nel senso che Vesna, Tolmezzo, Lignano e Union Pasiano si giocheranno tra loro gli spareggi per evitatre di accompagnare l’Itala San Marco in Promozione. Se il campionato fosse finito oggi, la composizione dei play out sarebbe stata la seguente: Vesna – Union Pasiano e Tolmezzo – Lignano, questo perché il Vesna (a pari punti col Tolmezzo) è messo meglio negli scontri diretti. L’obiettivo, chiaramente, a questo punto, resta quello di arrivare o quintultimi o quartultimi, per disputare la gara secca in casa, che, aldilà dell’aspetto, diciamo così, “logistico” offre la possibilità di centrare la salvezza con 2 risultati su 3 a disposizione. Ricordiamo, infatti, che in caso di parità al 90’ ed eventualmente dopo i supplementari si salva la squadra meglio piazzata al termine della stagione regolare. Sarà utile ricordare anche la classifica e le gare delle squadre interessate in programma domenica prossima:

Vesna e Tolmezzo 30

Lignano 28

Union Pasiano 27

Torviscosa – Vesna

Tolmezzo – Fontanafredda

Union Pasiano – Gemonese

Manzanese – Lignano

Chiaro che con questo calendario, sembra il Legnano favorito per il piazzamento migliore, perché la Manzanese non ha più nulla da chiedere alla stagione mentre le altre tre saranno impegnate contro le tre squadre in lotta per il secondo posto che significa spareggio per i play off nazionali.

Senza fare calcoli complicati, diciamo che battere il Fontanafredda ci darebbe la matematica certezza di giocare il play out in casa.

Intanto, abbiamo superato l’esame di Tricesimo che non era poi così semplice. Loro erano salvi, d’accordo, però se la sono giocata come è giusto che sia ed anzi per una buona mezzora ci hanno anche fatto vedere le streghe. Colpa anche di quel gol subito dopo 7’, quando i nostri, in area, dopo un calcio d’angolo, hanno dormito mica poco, permettendo agli avversari di recuperare un pallone che sembrava perso sul secondo palo dopo il corner lungo e non chiudendo a dovere su Saturno che più o meno dal dischetto del rigore giustiziato Nutta. Gara subito in salita, insomma, col Tricesimo che, forte del vantaggio, ci aspettava e ripartiva. In questo frangente ci abbiamo messo buone intenzioni e tanto impegno ma pericoli per Calligaro nemmeno l’ombra. E’ stato bravo Nutta, anzi, a deviare sopra la traversa due inzuccate di Balzano che stavano infilandosi giusto sotto la traversa. Scampati i due pericoli, un minuto dopo la mezzora, ecco il pareggio: Rovere conquista palla sulla propria trequarti, avanza bene palla al piede prima di aprire per De Crescenzo, che dall’out di sinistra mette in mezzo: a centro area Micelli (bravo a seguire l’azione e a stringere da destra) tira di prima intenzione, Caligaro respinge ma il pallone resta lì e il “Mic” non fallisce il tap in del pareggio. Si va al riposo in parità e il primo quarto d’ora della ripresa non autorizza a pensare che questo risultato possa essere schiodato. Bernardo allora inserisce Cristofoli per dare più peso all’attacco, ma un sussulto del Tricesimo ci mette i brividi, quando Nutta è bravo a sventare prima la conclusione a botta sicura di De Agostini e poi la successiva ribattuta di Balzano, in un’azione praticamente fotocopia del gol di Micelli. Per fortuna è diverso l’epislogo. Esattamente dopo 5’ da questo episodio ecco il gol del nostro vantaggio: Gregorutti va via sulla destra e mette al centro dell’area dove Cristofoli cade al momento di colpire verso la porta. Dietro di lui però c’è De Crecenzo che tira di prima intenzione: sulla traiettoria c’è Bertossio ed il suo tocco mette fuori causa Calligaro. La conclusione di De Crescenzo era comunque diretta in porta: l’intervento di Bertossio ha fatto andare la palla dalla parte opposta, ma il gol può essere ascritto a De Crescenzo. L’ultimo quarto d’ora scorre via senza sussulti: noi siamo paghi del vantaggio, loro sono calati sul piano fisico e in pratica non succede più nulla fino al triplice fischio.

NUTTA non deve fare miracoli, ma gli interventi che fa sono tutti importanti. La doppia parata poco prima del nostro vantaggio è il punto dove gira il match.

F. ROVERE uno dei migliori, se non il migliore di nostri. In difesa sbaglia poco o forse niente e in fase di appoggio è lucido e preciso. E’ lui che uscendo palla al piede e a testa alta avvia l’azione che porterà al pareggio.

G. FALESCHINI partita senza infamia e senza lode, nel senso che se ne sta tranquillo sulle sue senza grandi acuti ma anche senza strafalconi.

CRISTOFOLI aumenta il peso specifico del reparto offensivo e in occasione del gol del vantaggio la sua caduta prima di impattare sul pallone ha il merito di favorire la conclusione di De Crescenzo.

PAOLUCCI non ha il piede ispirato come al solito e gioca la classica partita di posizione. Però è utilissimo nel dare disposizioni ai compagni, suggerendo loro cosa fare, dove mettersi e via dicendo.

MUFFATO spazza il poco che c’è da spazzare e va in affanno solo in un paio di circostanze. Balzano è un brutto cliente, uno che fa molto movimento: il “Muf” è bravo a non farsi portare troppo lontano dall’area.

CISOTTI buona partita del “Ciso”. Sopperisce ai limiti di intensità con un discreto senso della posizione, mettendo anche qualche buon pallone in verticale.

MICELLI corre molto e a dovere, allungando la squadra dalla sua parte ed offrendo sempre una soluzione al compagno con la palla. Sul gol del pari è bravo a capire lo sviluppo dell’azione.

SCARSINI contende a Rovere il titolo di migliore in campo. La solita grinta e la solita, ferrea, applicazione. Sdradica palloni importanti dai piedi avversari e non disdegna di darsi da fare anche in avanti.

DE CRESCENZO a volte ha il vizietto di volere strafare un po’, abusando della tecnica di cui è in possesso. Corre molto (finisce infatti esausto) e quindi ogni tanto perde un po’ di lucidità. Poi però se si guarda il tabellino ci si accorge che fornisce l’assist del gol di Micelli e sigla quello della vittoria. Decisivo, insomma.

POLETTINI porta le … bombole d’ossigeno a De Crescenzo per gli ultimissimi minuti.

GREGORUTTI corre e si impegna non tirando mai indietro la gamba. Prova un paio di fendenti dalla distanza col pallone che sibila comunque vicinissimo ai pali del gigantesco Calligaro. Determinante in occasione del gol del 2 a 1.

D. FALESCHINI gli manca un po’ di pelo sullo stomaco e quella “cattiveria” agonistica che si fa col tempo. A volte sembra un pochino timoroso e fa male, perché quando prende coraggio e prova la sortita lo fa discretamente bene.

TOLMEZZO – VIRTUS CORNO 0 – 0

TOLMEZZO: Nutta, Marsilio, Scarsini, Paolucci, Muffato, Iuri, Stefano Fabris, Cisotti (26’ st Polettini), De Crescenzo, Gregorutti, Daniele Faleschini (31’ st Cristofoli). A disposizione: Pelli, Michele Rovere, Treleani, Nassivera, Davide Fabris. All. S. Bernardo.

VIRTUS CORNO: Zanier, Miraglia, Rojas Fernandez, Cipracca, Cesselon, Cussigh, Leban (30’ st Tulissi), Chtioui, Tomada, Puntar, Gashi (33’pt Libri). A disposizione: Romano, Belrame, Sittaro. All. A. Zanuttig.

ARBITRO: Lozei di Trieste (assistenti: De Marinis di Trieste e Sirbu di Udine).

NOTE: espulsi Cesselon (per afllo da ultimo uomo al 35’ pt), Marsilio (per doppia ammonizione al 45’ st). Ammoniti: Iuri, Misaglia. Cesselon e Cussigh.

TOLMEZZO. Niente da fare, non arriva quella vittoria che avrebbe mantenuta viva la fiammella della speranza di evitare la trappola dei play out. Per quasi un’ora in superiorità numerica non siamo riusciti a venire a capo di una Virtus salita in Carnia con l’obiettivo più o meno dichiarato di prendere un punto, quel punto che visti poi gli altri risultati significa salvezza per la formazione ospite, mentre a noi serve a ben poco. A proposito di altri risultati, ogni domenica ce ne sono di sorprendenti, come sorprendente è il cammino di alcune squadre capaci di perdere quasi una decina di partite dopo aver vinto in casa nostra. Dietrologia? No, semplici considerazioni, numeri alla mano. Siamo più tosti di quanto pensiamo, forse, se lo sforzo fatto per conquistare i tre punti ai “Fratelli Ermano” costa tanto nelle successive gare … Però, è giusto pensare a noi stessi che abbiamo fallito anche l’ultima occasione, si diceva, per tenere viva la speranza della salvezza diretta. La squadra, nella sfida alla Virtus, ha dato anche la sensazione di essere un pochino stanca e non potrebbe essere altrimenti, con una rosa non particolarmente ampia e con infortuni e squalifiche che obbligano Bernardo a far giocare sempre gli stessi. Il modulo 3 – 5 – 2 che nelle ultime uscite aveva dato buoni riscontri è stato riproposto anche contro la squadra di Zanuttig, con qualche interprete cambiato visto le indisponibilità di Gabriele Faleschini, Micelli e Federico Rovere. La gara si è sviluppata per tutta la sua durata su un copione monocorde: loro che se ne stavano chiusi dietro per poi cercare il lancio verso Gashi e noi a tentare di fare la partita. L’uscita di Gashi poco dopo la mezzora (problemi muscolari per lui) ha diminuito di colpo la loro pericolosità, accentuandone nel contempo l’atteggiamento prudente. Noi però non siamo mai riusciti ad aumentare il ritmo nemmeno quando siamo rimasti in superiorità numerica: correva il 35’ quando De Crescenzo partito in posizione regolare dalla tre quarti è stato abbattuto al limite dell’area da Cessalon. Punizione e rosso diretto per il centrale difensivo avversario (ammonito peraltro già qualche minuto prima): dal limite la conclusione di Gragorutti supera la barriera ma si infrange sulla traversa! Nella ripresa, la musica rimane la stessa: i disastrosi collaboratori dell’incerto Lozei (già, quello che a Lauzacco non vide un nostro gol …) si spartiscono l’onere di far danni, fermando sia nel primo tempo che nel secondo almeno tre o quattro nostre ripartenze apparse assolutamente regolari ma per loro in fuorigioco … Non abbiamo nemmeno fortuna quando De Crescenzo si incunea in area dopo un bellissimo spunto personale e calcia fuori veramente di un soffio. Poi è solo fatica e un concentrato di buone intenzioni. Alla fine perdiamo anche Marsilio che becca un secondo giallo nei minuti di recupero, quando la gara ormai ha già detto tutto. Con questo pareggio la salvezza diretta diventa chimera: proviamo almeno a metterci bene per giocare i play out in casa …

NUTTA poco, pochissimo lavoro. Una sola parata “vera”, quando Tomada gli tira da vicinissimo e lui risponde alla grande.

MARSILIO la Virtus gioca molto sui lanci per le due punte e lui diciamo che soffre quando incrocia Gashi anche se a conti fatti non gli lascia grandi occasioni. In occasione dell’espulsione perde un pochino le staffe. Speriamo bene.

SCARSINI le assenze lo riportano sulla linea difensiva dove come al solito svolge il consueto buon lavoro, anche se naturalmente a centrocampo mancano la sua spinta e il suo temperamento.

PAOLUCCI partita di ordinaria amministrazione. La Virtus tiene alta la linea dietro e lui giustamente, quando riconquistiamo palla, tenta la giocata immediata. Peccato però che il piede non sia particolarmente ispirato. In fase di interdizione fa il suo.

MUFFATO anche per lui il pomeriggio è di quelli non complicati con avversari che quasi mai lo mettono in ansia.

IURI riproposto a centrocampo, prova a ripetere la grande partita di Gradisca. Stavolta però non gli riesce la doppietta anche se tutto sommato fa quello che deve fare.

S. FABRIS ordinato ed anche intraprendente. Avrebbe anche due buoni palloni per fare male, ma ne ricava due conclusioni loffie che non impensieriscono Zanier.

CISOTTI prova a dare ordine e geometria ma spesso incrocia Cipracca che è uno davvero bravino. Partita di sufficiente normalità, insomma.

POLETTINI non ha grandi occasioni per mettersi in mostra, ma è uno che non tira mai indietro la gamba. Risolve una situazione delicata nella nostra area ed avrebbe anche la possibilità di una conclusione dal limite, solo che colpisce troppo debolmente.

DE CRESCENZO è il più ispirato dei nostri. Prova spesso l’uno contro uno, saltando quas sempre il primo uomo, poi però non riesce a dare continuità al suo spunto. Fa cacciare un avversario e sfiora il gol nella ripresa.

GREGORUTTI colpisce la traversa su punizione e si dà da fare ma non gioca all’altezza delle ultime due giornate, pur garantendo sempre un certo margine di pericolosità.

D. FALESCHINI presidia la fascia con attenzione e senza grandi sbavature e con discreta personalità

CRISTOFOLI gioca l’ultimo quarto d’ora e non può incidere più di tanto. Difende qualche buon pallone, qualcuno lo perde pur mettendoci impegno.

Missione : vincere! Non ci sono alternative per i ragazzi di Sante Bernardo che attendono al “Fratelli Ermano” la Virtus Corno (fischio d’inizio di Francesco Lozei di Trieste alle ore 16)  per la terzultima partita della stagione. Il successo di Gradisca ha migliorato di molto la situazione psicologica ma, purtroppo, non altrettanto quella di classifica, visto che anche le altre squadre impegnate nella lotta salvezza hanno comunque ottenuto punti. Ancora una volta, il tecnico ha qualche problemino di formazione, visto che mancheranno lo squalificato Micelli e gli infortunati Federico Rovere (probabile stiramento o, ipotesi più ottimistica, forte contrattura) e Gabriele Faleschini (seria distorsione alla caviglia). L’idea di Bernardo è quella di confermare quel 3 – 5 – 2 che ultimamente sta dando buone risposte, con Nutta tra i pali, Muffato, Marsilio e Scarsini sulla linea difensiva dietro i 5 in mediana che potrebbero essere Stefano Fabris e Daniele Faleschini sugli esterni ai lati dei tre centrali Cisotti, Paolucci (se recupera dal fastidio all’inguine che lo condiziona da almeno tre settimane) e Iuri. Davanti spazio alla fantasia di De Crescenzo e al talento di Gregorutti.

La Virtus Corno, rinata da quando in panchina siede Andrea Zanuttig (l'uomo che portò lo scorso anno l'Ufm alla storica salvezza in D senza passare dai play-out) sta correndo ed a meno di improbabili catastrofi (combinate ai risultati delle altre pericolanti) dovrebbe aver risolto brillantemente la pratica-salvezza.

Zanuttig dovrebbe optare per un 4 – 2 – 3 – 1,  nonostante l'assenza di capitan De Blasi, squalificato. Tra i pali Zanier, autore quest'anno di alcune parate decisive, corsie esterne affidate agli ex monfalconesi Miraglia e Rojas Fernandez. Centrali di difesa Cesselon (sebbene si potrebbe vedere in questo ruolo anche il giovane Tulisssi) e Cussigh, quest'ultimo rimasto dopo che, in estate, sembrava di fatto passato al Cjarlins/Muzane. Davanti alla difesa agirà certamente Cipracca cui potrebbe essere affiancato Libri, giovane spesso utilizzato anche in fase difensiva. A sinistra  Mosanghini, a destra il giovane Chtioui con Puntar ad agire dietro l'unica punta che potrebbe essere Gashi, la cui naturale alternativa si può individuare in Andrea Tomada.

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